Cipolla Alifana in agrodolce

Cipolla Alifana in agrodolce

15,00

2 confezioni di Cipolla Alifana in agrodolce (aceto balsamico e aceto di mele)

Descrizione

La cipolla di Alife prende il nome dal comune omonimo, cuore della fertile pianura alifana, nell’Alto Casertano.

La sua coltivazione è antichissima. Secondo una leggenda sarebbe iniziata addirittura nel periodo della dominazione romana: si racconta che i gladiatori fossero soliti strofinarsi il corpo con le cipolle per rassodare i muscoli. Mutati i dominatori (nel Medioevo la pianura alifana è stata invasa dai Longobardi), la cipolla non ha perso la sua importanza: era usata per pagare gli affitti o, spesso, era portata in dono. Considerata un ottimo analgesico contro il mal di testa, era usata per curare i morsi dei serpenti e, addirittura, per contrastare la perdita di capelli. Lo storia di questa cipolla è poi proseguita nei secoli, arrivando fino alla fine del Novecento

La cipolla di Alife ha bulbo poco schiacciato e buccia di colore rosso ramato vivace. Tradizionalmente si semina ad agosto, si trapianta tra gennaio e marzo e si raccoglie a mano tra luglio e agosto per essere confezionata in trecce, le cosiddette ‘nserte.

Ha sapore dolce, sapido, mai pungente e si distingue, da sempre, per la sua delicatezza

La cipolla di Alife si mangia cruda (in insalate), come ingrediente di frittate oppure messa in agrodolce.

Presidio Slow Food
(fonte note Slow Food)